

Tre ore, trenta minuti e trentasette secondi non è certo un tempo che rimarrà negli annali della Gimondi Bike ma, per chi come me, vive il ciclismo in maniera amatoriale e considerata la preparazione approssimativa con cui mi sono presentato, finire questa dura competizione è stato motivo di orgoglio. L'emozione che si prova in partenza è qualcosa di unico e difficile da spiegare: 1600 biciclette che si snodano tra due ali di folla nel centro di Iseo che ti incitano e ti applaudono, sono l'antipasto ad un evento sportivo che ti rapisce. La salita verso Polaveno è la prima vera selezione e sono molti quelli che mi sorpassano ma non mi abbatto e percorro a tutta il pezzo di bosco che porta alla discesa di Provezze, tratto molto tecnico e per certi versi pericoloso che affronto con prudenza. Si arriva così a Provaglio e sembra che il peggio sia passato ma siamo solo al chilometro numero undici, ne rimangono ancora ventisette... Asfalto, terra, ciotolato, erba e bosco, infiniti saliscendi che spezzano il ritmo e tagliano le gambe. Il traguardo è ancora lontano. Si passa nella tenuta Monterossa a Bornato, nei boschi di Monterotondo e all'interno del bellissimo e suggestivo Castello di Passirano, prima di fermarsi cinque minuti all'unico ristoro presente sul circuito. Si riparte, il cartello segnala diciassette chilomentri all'arrivo ma quelli che mi preoccupano sono gli ultimi sei. Il ritmo adesso è calato e cerco di risparmiarmi per la durissima salita della Madonnina di Provaglio. Arrivo all'inizio di questa cronoscalata stanco e comincio i 1350 metri di paura... Un po' si pedala, un po' si spinge ma ormai si intravede il traguardo che si avvicina e l'adrenalina dà nuova carica. Scollino alla chiesa della Madonna del disperso, mancano meno di cinque chilometri e affronto la discesa che porta verso il Gimondino. Altri saliscendi nei boschi portano fino in via Silvio Bonomelli di Iseo, bisogna fare le scale in discesa ed in salita del sottopassaggio e quando sbuco in Via Mirolte leggo il cartello ultimo chilometro. Stavolta è davvero finita. Percorro nuovamente il centro di Iseo con soddisfazione, non c'è più la gente della partenza ed i primi sono arrivati già da due ore ma è comunque bello sfilare dentro il percorso transennato che porta al traguardo. L'ultimo rettilineo lo percorro con calma quasi dispiacendomi di aver già finito. Sembra che la stanchezza sia passata. Le ultime persone rimaste all'arrivo mi salutano e mi applaudono ed io rispondo felicemente. Ci sono riuscito. L'ho finita. Ed è in questo momento che mi accorgo che la vita è fatta anche di queste piccole soddisfazioni.
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